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Vitamina D e sistema immunitario
01 10 2021

La vitamina D: conosciamola meglio

La vitamina D è una vitamina detta “liposolubile”: grazie alla sua struttura chimica, infatti, riesce a disciogliersi nei grassi.

Non solo: il termine vitamina D viene utilizzato per indicare in modo generico tutta una serie di molecole simili tra loro e con attività ormonale. La vitamina D è infatti in grado di modulare l’espressione genica delle nostre cellule grazie all’interazione con il suo recettore nucleare (VDR, “Vitamin D Receptor”). Grazie a questo suo meccanismo d’azione la vitamina D può svolgere tutte le sue attività:

  • Promuove l’assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale, garantendone livelli adeguati nel nostro organismo
  • Permette la fissazione del calcio a livello delle ossa, favorendo il benessere scheletrico
  • Favorisce la funzionalità di tutto il nostro sistema immunitario
  • Regolarizza la differenziazione e la proliferazione delle cellule della nostra pelle

Alcuni studi riportano anche potenzialità della vitamina D nella gestione del tono dell’umore, nella prevenzione cardiovascolare e di alcune forme tumorali, oltre che un ruolo di primaria importanza in sindrome metabolica, diabete e così via.

Questa preziosa vitamina, come anticipato, non è solo essenziale per il benessere delle nostre ossa e per la prevenzione di condizioni quali rachitisimo, osteoporosi, osteopenia, ecc.

La vitamina D è la regina del sistema immunitario e coordina l’attività di tutte le sue cellule: sia quelle coinvolte nell’immunità innata che quelle dell’immunità adattativa.

La letteratura scientifica, infatti, ha confermato la capacità della vitamina D di agire sulle cellule immuno-competenti, attivandole.

Ad esempio, studi recenti dimostrano come i livelli ematici di vitamina D influenzino la funzionalità dei macrofagi, cellule dell’immunità innata. A livello polmonare, in particolare, la presenza di un virus o batterio attiva i macrofagi, che inviano stimoli per promuovere l’attivazione della vitamina D e l’espressione dei suoi recettori VDR: in questo modo induce la produzione di citochine e varie molecole coinvolte nell’infiammazione, con lo scopo di eliminare il microrganismo invasore.

Per quanto riguarda l’immunità adattativa, invece, evidenziamo come la vitamina D, accumulata nelle cellule del tessuto adiposo (gli adipociti), passa nel circolo linfatico e raggiunge i linfonodi. Qui lega i propri recettori VDR all’interno dei linfociti B, stimolando la produzione di anticorpi.

È pertanto chiaro il ruolo chiave di questa vitamina per l’efficienza delle nostre difese immunitarie: la carenza della vitamina D può condizionare la reattività del nostro sistema immunitario, esponendoci maggiormente all’attacco di virus o batteri.

Abbiamo chiarito il ruolo cardine della vitamina D nel garantire le nostre difese immunitarie. Cosa succede perciò se abbiamo bassi livelli di questa vitamina nel nostro sangue?

Innanzitutto, le nostre difese immunitarie saranno meno reattive e probabilmente andremo incontro più facilmente ad infezioni di vario genere.

Non solo: anche le nostre ossa ne risentiranno! Come ricordato, il calcio e la vitamina D sono fondamentali per il benessere del nostro sistema scheletrico.

Chi è più a rischio?

Una condizione di carenza di vitamina D si manifesta soprattutto in:

  • Individui con patologie epatiche o renali, poiché, come ricordato in precedenza, fegato e reni sono responsabili della trasformazione della vitamina D nella sua forma attiva
  • persone sovrappeso o obese perché la vitamina D, essendo lipofila, si va ad accumulare nelle cellule del tessuto adiposo
  • chi segue particolari terapie farmacologiche (es. cortisonici che interferiscono con il metabolismo della vitamina D)
  • chi non si espone al sole o non pratica attività all’aperto
  • chi non consuma alimenti contenenti vitamina D


VITAMINA D E CORONAVIRUS

«In base ai nostri studi, possiamo affermare che i livelli ottimali di vitamina D permettono di rispondere meglio all’attacco dei virus che colpiscono le vie respiratorie grazie al ruolo attivo della Vitamina D sulla modulazione del sistema immune e sulla riduzione del rischio di infezioni respiratorie di origine virale. Inoltre, i dati preliminari raccolti in questi giorni a Torino, ci indicano che i pazienti ricoverati per polmonite presentano Ipovitaminosi D, una suggestione che ci fa pensare al ruolo attivo di questa vitamina anche nella gestione del Covid-19. La sua assunzione è molto importante per aumentare le aspettative di vita delle persone anziane già affette da patologie croniche».

VITAMINA D E INTEGRATORI

«La dose raccomandata di integrazione è di almeno 1500 – 2000 UI al giorno, in forma di Vitamina D3, la più assimilabile e funzionale per l’organismo umano.





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